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Benessere dei polli: i consumatori italiani vogliono condizioni migliori e un'etichetta chiara

News Section Icon Pubblicato 11/04/2019

Il 95% dei 6,5 miliardi di polli allevati in Europa (mezzo miliardo in Italia) appartengono a razze a rapido accrescimento, una problematica di grande importanza per il benessere di questi animali, a causa dei problemi respiratori, cardiaci e motori che possono svilupparsi. Nella maggiore parte dei casi, inoltre, i polli vengono allevati senza disponibilità di luce naturale né di arricchimenti ambientali, a densità elevate che non permettono loro di esprimere i propri comportamenti naturali.

Una situazione per cui, come emerso dal sondaggio commissionato da Eurogroup for Animals a ComRes, anche i consumatori italiani si dimostrano sempre più preoccupati. La maggior parte degli intervistati, infatti, crede che le condizioni di allevamento dei polli da carne, e le leggi che lo regolano, debbano essere migliorate il prima possibile. 

Degli oltre 1000 italiani intervistati, la maggior parte ritiene che i polli siano esseri senzienti (71%), che provino dolore (84%) e credono che sia giusto adottare metodi di stordimento efficaci prima della macellazione (86%).

Nove su dieci pensano che i polli debbano vivere in un ambiente pulito (91%), che permetta loro di esprimere i propri comportamenti naturali, con luce e spazio sufficiente per muoversi, spiegare le ali e becchettare in cerca di cibo (92%).

La crescita rapida dei polli è un altro aspetto che gli italiani individuano come problematico (85%), mentre più del 90% pensa che sia necessario intervenire maggiormente anche a livello legislativo, per assicurare un'ulteriore protezione per questi animali.   

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EUROPEAN CHICKEN COMMITMENT

Compassion in World Farming lavora da anni a fianco del settore alimentare per migliorare le condizioni di vita dei polli negli allevamenti. Nel 2017, insieme ad altre organizzazioni di protezione animale ha contribuito allo sviluppo della richiesta unificata European Chicken Commitment, che raccoglie gli standard minimi da rivolgere alle aziende alimentari affinché si impegnino a migliorare le condizioni dei polli nelle proprie filiere.

Diverse aziende alimentari hanno già intrapreso iniziative in questo senso: in Europa, ad esempio, i leader di mercato Elior Group, Unilever, Danone, Nestlè, M&S e Waitrose & Partners hanno annunciato pubblicamente i propri impegni per il raggiungimento di migliori standard di benessere per i polli da carne.

Per scoprire di più sui risultati del sondaggio di Eurogroup for Animals clicca qui, oppure clicca qui per scoprire di più sui requisiti dello European Chicken Commitment.